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"L'architettura e tutto quello che non si vede, inquadrato di quello che si vede"

Con questa frase, cominciava il mio corso di Storia dell'Architettura a Barcellona, dal professore Rovira. In queste lezione si spiegava bene l'elemento spaziale, e come a traverso i tempi, ha cambiato per volontà di quello che la gente bisognava o voleva bisognare. Il vuoto in una architettura, è anche o più importante che il pieno, cioè il materiale edilizio.

Oggi possiamo osservare due tipi di spazi diversi: lo spazio organo e lo spazio sistema. Lo spazio organo, ha una derivata forma perche si svolge a una derivata funzione, e basta. Una soluzione a un problema (Guggenheim NY). Invece, lo spazio sistema e tutto un elemento complesso non soltanto di architettura, ma di modernità e di società. Una hiperfunzionalità che nutre ogni necesità del proprio edificio, come se fosse una città in se stesso, in cui, la presenza della informazione ha una importanza capitale in questi spazi per nutriri gli altri (Guggenheim Bilbao).

 

Non soltanto le persone che participano de l'edificio sono visitatori, ma devono formare parte interactiva de lui stesso, come una machina si, ma una machina viva che si comunica con la gente e che ascolta le necesità del publico a cui fa servizio. 

Il nuovo catalizzatore del futuro, o instrumento progettuale, o linea guida deve esere la interattività del uomo nella architettura instantaneamente. Fino ad adesso, la presenza dell'uomo nellarchitettura era soltanto quella de riflettere il carattere di una società e di un popolo, come un manifesto o un palimsesto di presenza, ma oggi, aparte di queste, deve anche essere una plataforma interattiva di contatto inmediato con questa gente, di cambiare a volontà per, tecnologicamente adattare lo spazio e quelle caratteristiche che come diceva il mio professore di storia "non si vedono", con l'aiuto che ci permette la tecnologia attuale.

Spazi 

- L'ultima fotografia è una immagine della luce di Santa Sophia a Istambul. Una delle prime architetture in avere spazi interni soddivisi non secondo la funzionalità, ma dividendo lo spazio vuoto e l'ambiente per dare a ogni parte la sua identità e per permettere al usuario di ogni spazio di sentire in maniera diversa.

Guggenheim Museum Bilbao (Frank Owen Gehry 1997)

Solomon R. Guggenheim Museum New York (Frank Lloyd Wright 1937)

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